LO STUDENTE VERGINE – 1° episodio - Venezia

Quando è successo ciò che racconterò, ero una donna di 52 anni, ma avevo ancora un corpo discreto. Dopo il divorzio da mio marito (non avevamo figli), ero un po' chiusa in me stessa e pensavo solo al lavoro, ma i soldi per mantenere il grande appartamento ereditato dai miei genitori non bastavano mai. Così mi sono rivolta ad un'agenzia per affittare qualche stanza ad uso foresteria. Vito era un simpatico studente di Avellino e cercava un alloggio o un bed and breakfast vicino all'Università di Venezia. 20 anni, attraente, fisico asciutto, un bel ragazzo con gli occhi neri come la pece, forse un po' troppo timido. Quando ci siamo incontrati per la prima volta, sembrava confuso e smarrito nella nostra città, non aveva trovato una stanza libera all'ostello e stava vagando per le strade in cerca di un affitto.
Mi è piaciuto sin dal primo sguardo, quindi gli ho proposto di stare da me ad un affitto decisamente basso.
Devo ammettere che la prima notte non ho potuto fare a meno di pensare a far sesso con quel giovane ragazzo di Avellino, erano almeno due anni che non vedevo un cazzo, e non intendo parlare dell'uso degli occhiali. Però avevo paura di quello che avrebbe potuto pensare di me, quindi ho rinunciato. Siamo andati avanti così per un po', fino a quando una mattina, ancora mezza addormentata, sono entrata per sbaglio nella sua camera da letto senza bussare. L'ho trovato disteso sul letto, nudo, mentre si masturbava. E' diventato viola e si è subito scusato.
- No, scusami tu, sono talmente imbambolata che non mi ricordavo di avere un inquilino. Va tutto bene... lo fanno tutti...
Comunque non ho resistito allo sbirciare il suo cazzo, bello, giovane e soprattutto duro! Era ancora in tiro mentre lo guardavo e la mia libido si è risveglata.
In effetti, Vito era arrossito, ma con mia sorpresa, non l'aveva coperto affatto. I miei capezzoli formicolavano e sentivo la mia figa bagnarsi. Spudoratamente, mi sono avvicinata al letto.
- Posso toccarlo?
Lui non ha detto nulla, allora mi sono chinata, ho allungato un braccio ed ho avvolto la mano attorno all'asta. Era calda e molto rigida, con la punta scivolosa perchè macchiata da gocce di perdite spermatiche. Ho iniziato a masturbarlo con delicatezza e mi sono distesa accanto a lui. Gli ho sorriso e, sporgendomi, l'ho baciato dolcemente. 

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