• Pubblicata il:
  • Autore: MISS ********
  • Categoria: Racconti trav
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COME NASCE UNA TRAV – parte 2 – Gressan (AO)

Quando ho terminato, guardandomi allo specchio, sono rimasta molto soddisfatta. Vedevo una escort di lusso, una bella gnocca vestita in modo moderno ma allo stesso tempo elegante.
Mancava ancora circa un'ora all'appuntamento. Ho inviato un sms di conferma al mio principe azzurro, ho preso una bottiglia di rosso con due bicchieri dal frigo bar, e li ho apparecchiati sul tavolo. Ho acceso la TV, mi sono seduta e ho aspettato... che ansia!
Alle 15,50 ho ricevuto un sms con il messaggio "Sono arrivato".
Non sapevo cosa aspettarmi. Ho camminato verso la porta dondolando il culo con passo incerto, per mantenere l'equilibrio sui tacchi, poi ho sbloccato la serratura e aperto la porta. 
Era un ragazzo giovane e alto, in jeans e cappotto, con un mazzo di fiori in mano.
- Buona sera, miss ********. Questi sono per lei, disse porgendomi i fiori.
- Grazie...
Ho risposto con imbarazzo, perdendo l'equilibrio sui tacchi e cadendo tra le sue braccia. Senza che che me ne rendessi conto, la sua lingua stava già entrando nella mia bocca, il suo odore di dopobarba mi inebriava le narici, tramettendo dei brividi sulla mia schiena. In un attimo mi ero già invaghita di lui e il mio unico obiettivo era di soddisfarlo completamente. Mi sono ripresa rispondendo al bacio in modo passionale.
- Vuole del vino? 
- Va bene...
Ha detto sedendosi vicino al tavolo. Ho riempito i due bicchieri e stavo per mettermi sull'altra sedia. 
- No, venga qui...
Ha aggiunto, indicando le sue ginocchia. Con un po' di eccitazione, mi sono seduta. Freddy ha sorriso e mi ha accarezzato le braccia e le gambe. Le sue mani sulla mia pelle mi elettrizzavano. Mi fissava negli occhi ed era incredibilmente erotico sentire le sue dita esplorare il mio corpo. Ho mormorato: 
- Possiamo darci del tu?
- Certamente...
Ci siamo alzati in piedi, faccia a faccia, e mi sono bloccata, non sapevo cosa fare, come iniziare. Lui invece, con naturalezza, ha levato il cappotto, si è tolto jeans e boxer e ha mostrato un pene già turgido che mi aspettava con impazienza. La prospettiva mi sembrava strana, allora mi sono messa in ginocchio, con la faccia a pochi centimetri dal suo uccello. Ho chiuso gli occhi e l'ho afferrato con la mano. La sua forma era così bella, maschile, giovane.

CONTINUA

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